La distruzione dell’università pubblica e del diritto allo studio

Domani la Camera dei Deputati inizierà a discutere e votare la riforma dell’università del ministro Gelmini, che il governo Berlusconi e tutte le lobby che lo stanno incalzando vogliono approvare a tutti i costi entro venerdì.

Il DDL più che un riforma dell’università, che pure sarebbe necessaria, è un testo volto a distruggere l’università pubblica ed il diritto allo studio dei nostri giovani. Da un lato si introducono norme che affidano servizi e scelte sul futuro dell’ateneo ai privati ed alle banche e dall’altro si confermano gli enormi tagli previsti dalla prima legge finanziaria di Tremonti; basti pensare che il testo “senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica” è ripetuto per ben 15 volte su 25 articoli, un record!

Per il prossimo anno il governo aveva previsto un taglio di 1 miliardo di euro al Fondo di Finanziamento ordinario delle università ed un taglio del 90% dei fondi per le borse di studio, dopo le proteste degli studenti e dei docenti di mercoledì scorso per il prossimo anno i tagli sono stati ridotti a 300 milioni, tuttavia per il 2012 si riproporrà una situazione ancora peggiore (con il fondo borse di studio che passerà dai 250 milioni del 2009 ai 12,5 milioni del 2012). Queste sono le cifre di un attacco ignobile all’università pubblica ed al diritto allo studio di migliaia di ragazzi, che non potranno più ricevere la borsa di studio e non potranno studiare perché il governo decide di destinare ad altro le risorse che pure ci sono. Infatti nel mentre si tagliano le università pubbliche, vengono reintegrati tutti i tagli agli atenei privati, che continuano a ricevere un’enormità di fondi dallo stato.

L’art. 34 della Costituzione recita: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio […].”

Il DDL Gelmini invece distrugge in un sol colpo tutto ciò.

Da una parte si introduce il tanto propagandato Fondo per il Merito, destinato ad erogare prestiti d’onore a studenti scelti senza alcun requisito di reddito, prestiti che gli studenti dovranno restituire al termine degli studi, con il solo risultato che gli studenti meno abbienti si troveranno indebitati con una banca ancor prima di iniziare a lavorare.

Dall’altra all’art. 5 si dà una delega al governo affinché riformi il sistema attuale di diritto allo studio a proprio piacimento e senza alcuna possibilità di controllo parlamentare. Questo articolo è l’arma con cui il ministro potrà distruggere tutto il sistema di diritto allo studio, e senza rispettare nessun paletto dato che con le ultime modifiche hanno cancellato dai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per il diritto allo studio: borse di studio, trasporti, assistenza sanitaria, ristorazione, accesso alla cultura, alloggi.

Cosa ci rimarrà? Cosa ne sarà del futuro e del diritto allo studio di tanti giovani?

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