Un governo sordo alle proteste di studenti, ricercatori e professori, che vuole solo distruggere l’università pubblica.

di Giuseppe Macoretta

In questi giorni al Senato si sta consumando un atto di estrema arroganza politica di questo governo, tenuto in piedi da tre deputati raccattati qua e là in cambio di chissà cosa.

Il Ministro Gelmini è sordo alle proteste che ormai da 4 mesi gli studenti e tutto il mondo dell’università e della ricerca stanno portando avanti in difesa del diritto allo studio e della qualità dell’università pubblica, e sulla spinta degli incitamenti della Conferenza dei Rettori e di Confindustria, sta cercando di far approvare il suo DDL entro domani pomeriggio senza alcuna modifica.

E’ un dovere morale opporsi ad un disegno di legge che continua a ridurre i finanziamenti al diritto allo studio ed all’università pubblica, che introduce il meccanismo dei prestiti d’onore trasformando il diritto allo studio in diritto all’indebitamento,che concentra nelle mani del rettore e del consiglio di amministrazione un potere quasi assoluto, che prevede l’ingresso di membri esterni nei CDA e che aumenterà il precariato dei giovani che lavorano negli atenei.

Bastano pochi numeri per dimostrare come da 3 anni il governo stia tagliando finanziamenti all’istruzione pubblica e dimostrare che le affermazioni del ministro e di tanti opinionisti televisivi siano solo propaganda. Questo è l’andamento del Fondo nazionale per le borse di studio: 2009 – 246 milioni di euro, 2010 – 100 milioni, 2011- 126 milioni, 2012 – 26 milioni, 2013 – 12,9 milioni. (fonte Miur e Senato della Repubblica)

Germania e Francia investono 1,4 miliardi di euro per finanziare il Diritto allo Studio, l’Italia ci mette a stento 500 milioni di euro, eppure questi tre paesi hanno lo stesso numero di studenti. Infatti, nel nostro paese, non si riesce nemmeno a garantire la borsa di studio a tutti gli studenti che ne avrebbero diritto!

Il nostro paese dovrebbe ringraziare tutti gli studenti ed i docenti che, dopo mesi di proteste e di mobilitazioni, anche in questi giorni in tutta Italia stanno protestando per salvare l’università pubblica e con essa il futuro dell’Italia.

 

L’andamento dal 2000 al 2013 del Fondo nazionale per le Borse di studio

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